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Terra e politica. Ceti dirigenti in Umbria dall’Unità al Fascism0

25,00

E’ il sesto volume della collana Storia delle classi dirigenti in Italia

  • Autore: Aiani Matteo
  • Anno: 2018
  • Città: Foligno
  • Editore: Il Formichiere
  • EAN: 9788894805154
Categoria: Product ID: 1877

Descrizione

Sesto volume della collana Storia delle classi dirigenti in Italia. 422 p., f.to cm 21×15, brossura con alette.

Il ceto dirigente politico-amministrativo umbro dall’Unità fino al 1920 possiede le caratteristiche di un’élite terriera, all’interno della quale aristocratici e borghesi si adattano reciprocamente per gestire il potere in maniera condivisa. Si tratta di un gruppo chiuso e statico, in cui prevalgono valori ed ethos di matrice tradizionale. Infatti, elementi tipicamente nobiliari come la proprietà fondiaria, gli stretti legami parentali-amicali e d’interesse, l’ereditarietà familiare delle cariche e le pratiche clientelari incidono direttamente sul processo di formazione del ceto dirigente, sugli strumenti per esercitare potere, e sulla riproduzione dell’establishment. Queste caratteristiche rimangono pressoché inalterate fino ai primi due decenni del Novecento, malgrado il peso degli aristocratici scemi progressivamente nel corso del tempo, a vantaggio della borghesia emergente, che tuttavia non apporta significativi elementi di discontinuità, ma accetta di riproporre lo schema e i valori impressi dai nobili sin dall’Unità. Le elezioni del 1920, con la vittoria dei socialisti, sanciscono la fine di questo modello e una netta rottura rispetto ai valori e alla prassi politica sin lì in auge: svaniscono la presenza aristocratica, il legame con la terra, i reticoli parentali-amicali e i circuiti di interessi esclusivi. Sull’onda del Biennio rosso, si affacciano alla rappresentanza ceti precedentemente esclusi dalla vita politica, portatori di nuove istanze. Il momento di svolta si rivela tuttavia tanto repentino quanto fugace, infatti l’avanzata dello squadrismo ribalta ancora lo scenario. La chiamata alle urne del 1923 segna l’insediamento del regime fascista, che propone alcuni profili che per tipologia richiamano il nerbo dell’élite liberale, mescolati ad alcuni elementi di novità.

Matteo Aiani è ricercatore in Storia Contemporanea. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze Storiche, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. È stato assegnista di ricerca presso la Regione Umbria, collabora con l’Isuc (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea), ed è autore di numerosi saggi e articoli in riviste specializzate. Nei suoi studi si occupa di Storia delle classi dirigenti, Storia delle Istituzioni, Storia del Risorgimento, fascismo, Resistenza e antifascismo, e Storia ambientale