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Felice Paniconi, Teorica del verso volgare e prattica di retta pronuntia, con un problema delle lingue latina, e toscana in bilancia. Edizione critica con introduzione e commento

20,00 

Descrizione

LEGGI LA RECENSIONE DI Gualberto Alvino per l’Istituto della Enciclopedia Italiana

168x240h mm, X+208 pp.

Presentazione di Raffaele Manica
Prefazione di Gianfranco Formichetti

 

Ci sono epoche della nostra letteratura nelle quali il ragionamento intorno alla poesia oltre che sui grandi sistemi di pensiero (le poetiche) fa riferimento ai modi, perfino minuti, tramite i quali quei grandi sistemi si attuano: il momento delle retoriche, il momento dell’esattezza tramite la quale il congegno della poesia funziona.
Felice Paniconi, che di tutto ciò si è fatto consapevole anche attraverso la lettura della poesia del nostro secolo, e lui stesso poeta di impeccabile consapevolezza, ha rimesso a giorno per noi il trattato di Loreto Mattei che il lettore ha tra le mani: lo ha tirato a nuovo con perizia filologica, lo ha introdotto e commentato, circondando quel testo con una vera a propria monografia che rimette a posto i riferimenti necessari per entrare nell’opera con sicurezza.
Così la figura di Mattei e la sua dottrina letteraria sono pronte a rimettersi in circolazione e a riprendere corpo: una voce in più per avere consiglio su come fare esercizio di poesia da lettori e da poeti. Raffaele Manica

 

Prefazione di Gianfranco Formichetti
Loreto Mattei rappresenta un importante punto di riferimento nella storia della lingua italiana, è infatti il primo a parlare di «nostra nazional favella», e vieppiù il suo operato appare interessante se pensiamo all’intellettuale che nel 1692 entra a far parte dell’Accademia dell’Arcadia, punto di avanguardia dei letterati italiani, capace di abbracciare con le sue cinquanta Colonie tutta la penisola.
I lavori di Mattei danno un contributo significativo nella costruzione della lingua nazionale. Di grande rilevanza la sua traduzione dei Salmi davidici, per la prima volta dati alle stampe con il titolo di Salmista Toscano nel 1671 a Macerata nella tipografia di Carlo Zenobi; salutato con entusiasmo da principi d’Italia e capace di proiettarsi addirittura in una dimensione europea, visti i rapporti con l’imperatrice Eleonora d’Austria, particolarmente attenta ai suoi testi. Le diverse edizioni, distribuite nella penisola, daranno il segno dell’indiscusso successo.
Ancora ben evidente appare l’attenzione per la lingua italiana nella traduzione di Orazio «parafrasato e moralizzato» certamente, ben in coerenza con il suo ruolo di esponente della poetica moderato-barocca; vieppiù evidente e puntuale con l’Hinnodia Sacra, traduzione degli inni sacri del Breviario Romano da contrapporre ai “cantillamenti” volgari e osceni del suo tempo, che la dice lunga anche sul suo ruolo di moralizzatore: non a caso Mattei, alla morte della moglie, aveva preso gli ordini sacri. Pensare, dunque, che il suo impegno ben si inserisca nelle linee della riforma cattolica tridentina è un punto fermo. Certo resta, ma decisamente riservato, il Mattei dialettale con i suoi sonetti, alcuni dei quali decisamente in controtendenza. Significativo resta il fatto che per sua volontà non videro mai la luce: dovranno infatti passare più di centoventi anni dalla sua morte per vederne l’edizione curata e censurata da Angelo Maria Ricci..
Ruolo dunque importante per questo intellettuale reatino, ormai conosciuto sul piano letterario, tanto da non essere più visto come uno dei tanti cosiddetti minori della letteratura seicentesca.
Mancava però, l’opportuno approfondimento del grammatico, considerato per lo più dagli specialisti della lingua italiana: nel 1695 infatti dalla tipografia di Girolamo Albrizzi a Venezia vedeva la luce la Teorica del verso volgare, e prattica di retta pronuntia, con un Problema delle Lingue Latina e Toscana in Bilancia, che avrebbe rappresentato un deciso contributo al tema e suscitato un appassionato dibattito in seno alla penisola italiana.
Dobbiamo essere grati, quindi, a quanto realizzato da Felice Paniconi che, con competenza e bravura, ci offre questo interessantissimo testo, capace di restituire in modo pregevole e attento un aspetto tanto importante della poetica di Loreto Mattei: non esitiamo a dire un ruolo di primo piano nello specifico settore.
Il lavoro di Paniconi risulta divisibile in quattro parti. Nella prima c’è un’introduzione di inquadramento storico-letterario. La seconda ripropone filologicamente il testo completo della Teorica, nella terza il curatore, con competente acribia, offre un puntuale saggio critico analizzando e commentando le parti che la compongono. Nell’ultima offre la biografia di Mattei, accompagnandola con una ricca e aggiornata bibliografia sulle opere e sull’autore.

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