Close

Renato Covino, “ARCHEOLOGIA E PATRIMONIO INDUSTRIALE IN ITALIA. Questioni di metodo e casi di studio” (Copia)

250,00 

Descrizione

168x240h mm, 330 pp.

In questo caso non si tratta più di un semplice libro ma di un oggetto da collezione. Grazie a dei  errori di stampa presenti all’interno del libro il prezzo, apparentemente molto più alto rispetto a quello riportato in copertina, dipende dalla rarità e dalla particolarità del libro/oggetto.

LEGGI UN’ANTEPRIMA DEL LIBRO

leggi la recensione di “micropolis”, dicembre 2023, p. 24

Questo è un libro di servizio. Soprattutto per il suo autore. Nel corso degli anni, infatti, periodicamente sono giunte richieste – da parte di studiosi, studenti, operatori del settore – di testi spesso pubblicati in riviste specialistiche o in volumi difficilmente reperibili in commercio o esauriti. Da ciò la decisione di pubblicarne una parte. La scelta è stata di ristampare articoli e saggi firmati solo dall’autore, eliminando quelli a più firme. Non c’è sembrato infatti opportuno appropriarsi nei fatti di contributi scritti a più mani, relegando a una nota a pie’ di pagina i nomi degli altri estensori. Sono stati anche esclusi dalla raccolta scritti minori o che riprendevano ampiamente testi già compresi nel volume o che, grazie agli avanzamenti della ricerca, erano ampiamente superati.
Ciò se ha il pregio di rendere più compatto il libro, non dà conto di una notevole parte della produzione e del lavoro compiuto dal 1978 a oggi. D’altro canto non figura nella raccolta – come è in gran parte ovvio – la molteplice attività operativa svolta nel corso degli anni: dalle campagne di catalogazione alle mostre, alle proposte di legge regionali alla cui redazione si è collaborato, agli allestimenti museali, al riordino di archivi industriali, ai convegni organizzati, alla presenza nell’attività di insegnamento in corsi di formazione e master, alla redazione di schede catalografiche.
Si è insomma cercato di rendere più snello il volume che, nonostante questo accorgimento, risulta ben più corposo di quanto si sarebbe voluto.
Il libro è diviso due sezioni.
La prima è dedicata alle questioni di metodo, dove si ritorna più volte sui temi relativi alla conoscenza, alla periodizzazione della disciplina, all’interdisciplinarietà e al rapporto con la patrimonializzazione dei monumenti, dei siti, delle aree e dei paesaggi industriali. A testi già pubblicati se ne è aggiunto uno sui percorsi della conoscenza e sulla catalogazione che altro non è che una lezione più volte riproposta nel master “Conservazione, valorizzazione e gestione del patrimonio industriale” dell’Università di Padova.
Nella seconda parte ci si è soffermati su alcuni casi di studio specifici. Qui si sono intrecciate alle tecniche e alle tematiche relative all’analisi del patrimonio le metodologie tipiche della storia dell’industria e dell’impresa, del territorio, della tecnologia. Più semplicemente la formazione storica dell’autore traspare nei singoli contributi e risulta utile per disegnare il contesto in cui si svolgono le diverse attività produttive. Anche in questo caso si è aggiunto un altro contributo inedito, anch’esso frutto dell’attività d’insegnamento, relativo al caso di Terni e della conca del Nera.
Il libro è dedicato a due amici e colleghi prematuramente scomparsi: Giampaolo Gallo e Massimo Montella. Un lungo sodalizio di attività e ricerca ha legato l’autore a Giampaolo Gallo per oltre un ventennio. Massimo Montella come dirigente del Servizio Beni e attività culturali della Regione Umbria ha promosso e favorito l’interesse e la diffusione delle tematiche archeologico-industriali e come vicepresidente della Commissione presieduta da Salvatore Settis, incaricata di riscrivere il Codice Urbani, ha consentito il pieno ingresso dei beni archeo-industriali nel territorio dei beni culturali. Attenzione che ha mantenuto anche quando da dirigente della Regione Umbria è passato a insegnare all’Università di Macerata come ordinario di Economia aziendale. Senza la loro passione e competenza, buona parte dei contributi e delle ricerche presenti in questo volume difficilmente sarebbero stati pubblicati e avrebbero avuto circolazione, così come l’archeologia industriale come settore specifico all’interno delle discipline che si occupano del patrimonio culturale avrebbe avuto un percorso più stentato. R.C.

  

INDICE

Nota introduttiva

QUESTIONI DI METODO
Archeologia industriale in Italia: ambito disciplinare, termini cronologici
Stato degli studi sull’archeologia industriale in Italia
L’archeologia industriale come fonte storica
Le seduzioni del dismesso. L’archeologia industriale
Lo storico, l’archeologo industriale e il patrimonio
Un trentennio di archeologia industriale in Italia.
Tra innovazione e impegno civile
Crisi economica e patrimonio industriale: le ragioni di una svolta
Patrimoni culturali, patrimoni industriali e musei della produzione
I percorsi della conoscenza: la catalogazione

CASI DI STUDIO
Di acqua, di terra e di fuoco
Il patrimonio industriale del Salento: evoluzione, specificità e occasione per lo sviluppo locale
Le cartiere di Foligno tra decadenza e recupero
Case e villaggi operai in una città fabbrica: Terni 1885-1975
Le centrali elettriche nell’Appennino Umbro
Molini a cilindri in Umbria
Dall’impianto di Monteleone di Spoleto alla Società delle Miniere di Ferro e sue lavorazioni
Contesti urbano territoriali e industria in provincia di Rieti
Terni e la conca del Nera: città, territorio e industria

APPARATI
Indice dei nomi di luogo
Indice dei nomi di persona

 

Informazioni aggiuntive

Anno

Autore

Città

EAN