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Pietro Capuzzi e la Resistenza nell’Alto Nera

15,00

  • Anno: 2020
  • Autore: Carlo Ballesi
  • Città: Foligno
  • Editore: Il Formichiere
Categoria: Product ID: 10565

Descrizione

A cinquantatré anni Pietro Capuzi rientrò da Roma, dove si era trasferito molti anni prima, alla sua Visso. Era il 1943 e gli Alleati avevano ripreso la marcia verso nord. La resistenza, come aveva detto Harold Macmillan, stava dando risultati di prim’ordine.

Nacque così la Banda dei ribelli di Monte Cardosa, destinata a diventare parte della brigata “Spartaco”.

Il 19 novembre il comando della brigata si rivolse ai vissani scrivendo: «Egli diede generosamente la sua vita perché la nostra fosse più degna di uomini e di cittadini. Organizzando la resistenza alle chiamate del governo dei traditori, egli volle salvare i vostri figli cercando sempre di risparmiare alla sua città gli orrori della guerra». Questo, in effetti, fu l’intento del grande socialista. Amico tra gli altri di Sandro Pertini e Giuliano Vassalli. Fu quest’ultimo a ricordarne la serietà e la capacità di dedizione nel discorso pronunciato a Visso in occasione della sepoltura definitiva. Con decreto luogotenenziale del 15 febbraio 1945 è stata conferita a Pietro Capuzi la medaglia d’oro al valor militare perché «ritrovando nella lotta partigiana lo slancio e l’energia della gioventù benché avanzato negli anni si adoperava indefessamente a costituire in Visso un centro di resistenza e di guerriglia partigiana. ( …) Coll’annesso soprassoldo di lire millecinquecento annue».