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Passeggeri. Fogli di transito. 40 anni di poesia

20,00

  • Anno: 2015
  • Autore: Lai Piero
  • Città: Foligno
  • EAN: 9788898428489
  • Editore: Il Formichiere
Categoria: Product ID: 1932

Descrizione

447 p., f.to cm 21×15, brossura con alette.

La poesia di Piero Lai pare inserirsi in una tradizione intellettuale che costituisce una storia diagonale, per dirla con Jean Michel Rey, che afferisce alla cultura popolare, alla commedia, costantemente in filigrana rispetto alla storia ufficiale. Questa tradizione è ben visibile nella lirica umbra sin da Metastasio, per dispiegarsi pienamente nel Novecento con Sandro Penna. È poesia votata ai lampi epigrammatici, a composizioni che dosano la tensione vitale in spazi stretti e soliti. Stilisticamente in Lai questo filo rosso si evidenzia per una scarnificazione dell’eloquio poetico, dove l’elemento ritmico è condizionato da una calibrata clownerie. Ecco perché si parla qui di stile conversazionale e allo stesso tempo di minuetti, di epigraffi. Ciò che preme rilevare è che il tono colloquiale e dimesso è una sorta di trappola che attira il lettore in una situazione che pare priva di interesse, cioè completamente controllabile, ma che Lai riesce ad illuminare d’improvviso di luce nuova e spaesante. Si tratta del meccanismo che destituisce la lettura di una legittimità puramente ricettiva, stimolando ad un ruolo in qualche misura attivo, come già ausicato da Roland Barthes. È questa poetica sorniona la cifra più importante dello stile di Piero Lai (Mauro Caselli).

Il libro raccoglie la sua opera completa, dall’esordio nell’antologia Poeti Umbri nel 1975, fino a Taccuino di viaggio, l’inedito che chiude appunto questo corposo volume. L’opera completa di un poeta è il romanzo di tutta una vita, la scommessa di un possibile ritratto. Non c’è l’intermediazione di un personaggio, la poesia resta attaccata al suo autore in maniera indelebile. L’autore si salva per una nota di stile (se stile c’è), il segnale del suo passaggio. La poesia di Piero Lai pare inserirsi in una tradizione intellettuale che costituisce una storia diagonale che afferisce alla cultura popolare, alla commedia, costantemente in filigrana rispetto alla storia ufficiale. Questa tradizione è ben visibile nella lirica umbra sin da Metastasio, per dispiegarsi pienamente nel Novecento con Sandro Penna. E’ poesia votata ai lampi epigrammatici, a composizioni che dosano la tensione vitale in spazi stretti e soliti. Stilisticamente in Lai questo filo rosso si evidenzia per una scarnificazione dell’eloquio poetico, dove l’elemento ritmico è condizionato da una calibrata clownerie. Ecco perché si parla qui di stile conversazionale e allo stesso tempo di minuetti, di epigraffi. Una poesia del quotidiano, ma sostenuta sempre dall’ironia: l’unica salvezza nel nostro breve viaggio. Così il panorama dei beni culturali della nostra regione si arricchisce di questa voce flebile, ma tenace: Abbiamo messo in conto / un salvacondotto per l’eterno.