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***IN ARRIVO*** Paolo Raspadori, “GLI UOMINI DELL’ACCIAIO Lavoro e relazioni industriali alla Terni, 1900-1914”

20,00 

Non disponibile

Descrizione

168x240h mm, XVII+218 pp.

Presentazione di Stefano Musso

Attraverso lo spoglio delle carte del personale della Società degli Altoforni, Fonderie e Acciaierie di Terni (SAFFAT), l’autore da un lato delinea le caratteristiche principali delle forze di lavoro presenti nell’impresa durante il primo quindicennio del XX secolo (provenienza, età, stratificazione professionale e salariale, mobilità, ecc.); dall’altro tenta di ricostruire, tramite il confronto con altre fonti quali i censimenti della popolazione e dell’industria, i catasti agrari, le carte dell’Archivio Storico Comunale di Terni e dell’Archivio Storico della Camera di Commercio dell’Umbria, i complessi rapporti creatisi tra uno dei più importanti e grandi stabilimenti siderurgici italiani e gli abitanti del territorio in cui era situato. Dallo studio emerge come l’azienda si orientasse perlopiù verso il mercato del lavoro locale per il reclutamento di manodopera di prevalente origine contadina e poco o per nulla qualificata, che per la SAFFAT divenne una risorsa economica di notevole importanza. I legami ancora saldi che tale manovalanza conservava con la terra, infatti, e i meccanismi di pluriattività innescati dai nuclei familiari gravitanti attorno al polo industriale permettevano alla Società di erogare salari molto bassi agli assunti provenienti da un raggio di circa 50 km dagli impianti e di non intraprendere spese per la costruzione di abitazioni per i suoi dipendenti. Il fatto che l’impiego in fabbrica, nel panorama economico asfittico della regione, fosse l’unica alternativa concreta alla sottoccupazione nel settore agricolo o all’emigrazione, invogliava le maestranze locali a una relazione di lavoro stabile con l’azienda. Infine, l’assetto tecnico-impiantistico raggiunto dalla SAFFAT in quegli anni, grazie all’utilizzo massiccio di macchinari e metodi di produzione avanzati, consentiva all’impresa di affidarsi sempre meno alla categoria del “mestiere” da parte di addetti specializzati e sempre più di formare al lavoro industriale, per mezzo di un mercato interno del lavoro ante litteram, schiere di contadini e di manovali, relativamente disciplinati e obbedienti al regime di fabbrica.

 

INDICE

Presentazione di Stefano Musso

INTRODUZIONE

I.
MERCATO DEL LAVORO E STRUTTURA INDUSTRIALE IN UMBRIA TRA 1881 E 1911
1. Sviluppo demografico, emigrazione e popolazione attiva in una regione agricola
2. Nascita e stentata crescita dell’industria
3. Un mercato del lavoro locale tra campagna e grande impresa: Terni e dintorni

II
IL LUOGO DI LAVORO. EVOLUZIONE DEGLI IMPIANTI E ORGANIZZAZIONE DI FABBRICA
l. La situazione della Terni dal 1898 al 1914
2. Una scatola nera: l’organizzazione del lavoro

III
LA FORZA LAVORO: DAL TRUST SIDERURGICO ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
1. Quanti erano gli operai della Terni?
2. Provenienza e qualifiche
3. Età e salari
4. Permanenze
5. Tra terra e fabbrica

IV
UN APPROFONDIMENTO: I LAVORATORI DI LUNGA PERMANENZA
1. Premessa metodologica
2. Vicini o lontani dagli stabilimenti: il domicilio
3. La mobilità interna
4. Infortuni e punizioni

V
IL CONTROLLO DEL LAVORO. I DIVERGENTI INTERESSI DI PADRONI E OPERAI
1. Vecchie e nuove relazioni industriali
2. Le controversie sul regolamento e sui salari
3. Una classe operaia docile

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

APPARATI

Appendice statistica
Indice dei nomi

 

Informazioni aggiuntive

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