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I Ceri di Gubbio. Saggio storico-culturale su una festa folclorica

25,00

  • Editore: Il Formichiere
  • Città: Foligno
  • Autore: Seppilli Anita
  • Anno: 2020
  • EAN: 9788831248310

Descrizione

530 p., f.to cm 17×24, documenti a cura di F. Costantini.

L’editore II Formichiere ha pensato di ristampare questa opera fondamentale e ormai introvabile della grande antropologa Anita Seppilli, già pubblicata nel 1972 negli Annali della Facoltà di Lettere dell’Università di Perugia, in quanto, a quasi mezzo secolo dalla sua uscita, a tutt’oggi rimane il testo più completo che analizza, a partire dalle fonti documentarie, un fenomeno del tutto unico quale la Festa dei Ceri. Ogni anno, il 15 di maggio, la città di Gubbio con tutta la sua popolazione, segue ed esegue un rituale collettivo dove elementi di origine assai diversa, con significati complessi, si amalgamano in un tutt’uno particolarmente originale. Tutti coloro che assistono anche solo una volta alla Festa (e alla Corsa), non possono fare a meno di cogliere, nell’euforia collettiva, nei rituali, nelle cerimonie, qualcosa che va al di là del semplice folclore locale e che affonda le proprie radici in un passato secolare che lo studio della Seppilli ci aiuta a decifrare.

Sommario. Introduzione – La corsa dei ceri attuale – Storia dellʼinterpretazione della festa – S. Ubaldo – Analisi dei documenti del periodo comunale – I ceri e il grifone di San Giovanni – La festa di S. Ubaldo a Thann – I ceri di S. Giovanni a Firenze – Il cero – Cêri toscani e Lari complitalicï – Çerfus e Mercurio/Hermes – Collegi di mestieri romani e corporazioni medievali – La festa dei ceri nel periodo post-comunale – Trasformazioni della festa dei ceri – Conclusioni – Bibliografia – Testi – Documenti (a cura di Fernando Costantini).

Anita Schwarzkopf Seppilli (Rijeka /Fiume, 1902 – Perugia, 1992). Di famiglia ebrea triestina, studia allʼUniversità di Firenze dove si laurea in Lettere; nel 1924 sposa il medico igienista Alessandro Seppilli e nel 1928 nasce il figlio Tullio. Per sfuggire alle leggi razziali, nel 1939 tutta la famiglia si trasferisce a San Paolo del Brasile. Rietrati in Italia nel 1946, Anita si dedica agli studi antropologici, concentrando i propri interessi sul pensiero magico e sullʼesperienza simbolica, tenendo per anni lʼinsegnamento di Antropologia culturale presso lʼUniversità di Perugia. Figura intellettuale di respiro europeo, tra i suoi libri ricordiamo Poesia e magia (Torino, 1962; Palermo, 2011), Lʼesplorazione dellʼAmazzonia (con il figlio Tullio, Torino, 1964), Sacralità dellʼacqua e sacrilegio dei ponti (Palermo, 1977), La memoria e lʼassenza (Bologna, 1979), Alla ricerca del senso perduto (Palermo, 1986), Il mistero della Tomba dei Tori dellʼetrusca Tarquinia (1990).