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Giulio Cesare Proietti, RENATA LA STAFFETTA. È questo il fiore

15,00 

Descrizione

148x210h mm, 328 pp.

Renata raccontava di quella volta che, appena ventenne, i Tedeschi l’avevano messa con le spalle al muro e la volevano fucilare, ma si era salvata e, siccome non credeva ai miracoli, pensava che forse era stato il destino a volerlo. Era scritto che lei dovesse vivere cent’anni, commentava sempre con un pizzico d’ironia nella voce attentamente modulata. Staffetta dei partigiani, aveva compiuto azioni pericolose, ma non erano mai riusciti a catturarla. Quel giorno stava scappando dalle colline del Chianti dove i Tedeschi si apprestavano a spostare la linea del fronte. Il giovane soldato, con lo sguardo perso da recluta, era sul punto di premere il grilletto e sparare, ma non ebbe tempo. Renata faceva una pausa, poi riprendeva a narrare: il “fato”! A forza di ripeterlo, si era convinta che forse era vero che esistesse, come le avevano insegnato al Liceo, una potente e oscura divinità chiamata “fato”, che a lei aveva assegnato la missione di realizzare un mondo migliore, un mondo nel quale non ci sarebbe più stata l’umiliazione, la povertà, la disuguaglianza sociale.

 

Leggi la recensione in “micropolis”, marzo 2024, p. 24.

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