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Giovanni Riganelli, “DI QUA E DI LÀ DAL TEVERE. Un ponte per l’unione di un territorio (Una ricerca sulle attuali comunità di Ponte Nuovo, Sant’Angelo di Celle e San Nicolò di Celle nel medioevo)”

20,00 

Descrizione

168x240h mm, 121 pp., ill. bianco e nero e colori (a cura di Francesco Raggetti)

Anteporre qualche riflessione a questo lavoro di Giovanni Riganelli costituisce una piacevole opportunità. Chi, come me, lo conosce da lungo tempo, sa quale sia il suo modo di fare ricerca, caratterizzato da un felice connubio tra competenza e passione. In questa nuova sfida Riganelli si è mosso sul terreno a lui più congeniale, al quale si dedica con coerenza ormai da decenni e nel quale si è guadagnato, a mio parere, molti meriti: la storia del territorio perugino, essenzialmente di età medievale, ma con solidi agganci al tardo antico ed aperture verso la prima età moderna. Sì, perché le temporizzazioni sono frutto, senz’altro utile, di convenzioni, ma la ricerca storica rifugge dalle camicie di forza. Non è certo questa la sede per ripercorrere la nutrita serie di pubblicazioni di Riganelli, ma chiunque volesse prendersi la briga di farlo scoprirebbe come la maggior parte dei titoli sono relativi a insediamenti ed aree del territorio perugino, con attenzione particolarmente rivolta – mi pare – a due zone: quella occidentale, incentrata sul Trasimeno, e la valle del Tevere. È lungo questa seconda direttrice che si inserisce questo lavoro, ideale pendant del più corposo studio dedicato dal medesimo Riganelli, nel 2014, agli insediamenti ubicati lungo la via di collina che collega Perugia a Marsciano: Tra Tevere e Genna. Il territorio medievale di Perugia lungo la «Strata de Collina» dai sobborghi della città all’attuale confine comunale. In questo caso l’area presa in esame è più ristretta, ma si collega perfettamente a quella dello studio citato, spostando l’attenzione nella sottostante zona pianeggiante. Altra tessera che geograficamente ben si collega a questo mosaico di studi del territorio è invece di mia responsabilità, tramite un’incursione, di ormai molti anni fa, a San Martino in Campo: Vita religiosa e presenza ecclesiale nella pieve di San Martino in Campo. Archidiocesi di Perugia – Città della Pieve (2002).
L’aver affidato a Giovanni Riganelli la realizzazione di questo volume è stata dunque scelta saggia. Credo di non errare, infatti, nell’affermare che a lui si devono i più puntuali e proficui studi sul territorio perugino in età medievale condotti negli ultimi trent’anni. Studi svolti, essenzialmente, tramite l’analisi di singoli insediamenti o di aree ristrette – con metodo, quindi, analitico – ma con
aperture, talvolta, verso indagini di più ampio respiro geografico. In entrambi i casi Riganelli connette, sapientemente, l’attenzione scrupolosa al documento e la visione d’insieme permessa dalla cartografia e dall’analisi di lungo periodo. È attento al dettaglio, ma senza mai scadere nell’aneddotico, ben sapendo che non è la ricerca di mirabilia il compito precipuo dello storico; e che anche la storia del più modesto insediamento è un frammento di quella più ampia di un territorio, nella quale va necessariamente contestualizzata, rifuggendo qualunque stortura campanilistica, sempre dilettantesca o strumentale. In questo modo di operare è ben evidente la lezione di Ugolino Nicolini, cui Riganelli si è avvertitamente abbeverato negli anni della formazione. Ed è qui proprio il caso di ricordare questo maestro della medievistica umbra, alle cui lezioni presso l’Università di Perugia si sono formate schiere di storici, e che era nato, nel 1927, proprio a Sant’Angelo di Celle. Questo libro è frutto di un metodo che in quell’insegnamento ha la sua fonte.
Del volume in sé dirò poco, poiché chi dovesse scorrere queste righe lo farà senz’altro come preludio alla lettura del testo, la cui opportuna agilità ne faciliterà la diffusione e ne incoraggerà la lettura integrale. Il territorio preso in esame è circoscritto e riguarda, essenzialmente, tre comunità, separate, ma al tempo stesso unite, dal Tevere: Ponte Nuovo, Sant’Angelo di Celle e San Nicolò di Celle, tre insediamenti di pianura caratterizzati dalla prossimità al fiume. Nonostante l’esplicito riferimento del titolo al medioevo, Riganelli inizia questo studio dalla piena età romana, sviluppandolo poi nel tardo-antico e nell’alto medioevo, per approdare alla svolta avviatasi nel X secolo e compiutasi nel XII, col pieno inserimento del territorio in questione nel contado perugino. Dall’analisi etimologica del termine “celle”, che compare in due dei tre insediamenti esaminati, si giunge così alla realizzazione tardo-duecentesca del “Ponte Nuovo”, impreziosita dal coinvolgimento nell’opera di fra Bevignate, e che conduce alla fondazione dell’insediamento più recente dei tre, situato sull’altra sponda del Tevere e che proprio dal ponte assume il nome. All’ampio e ben documentato basso medioevo è poi dedicato il quinto ed ultimo capitolo, il più corposo del libro; qui l’analisi è dedicata a tutti gli insediamenti, anche minori, compresi nell’area presa in esame ed è svolta con minuzia, tramite lo spoglio sistematico delle fonti disponibili, condotto con la dedizione e la competenza proprie di Riganelli, in special modo in relazione alle fonti catastali.
Entrare più nel dettaglio nella struttura del volume, qui, non ha senso; ha invece avuto senso, e profondo, l’aver dedicato lavoro e risorse alla ricostruzione della vicenda storica – e quindi delle radici – di un territorio come questo, tutt’oggi coeso e con un’identità ben definita: ne ha merito chi ha realizzato questo studio e chi se n’è fatto promotore e sostenitore. Andrea Maiarelli

 

INDICE

Ringraziamenti

Presentazione

1 – Una questione toponomastica per i casi di Celle e villa Scentarelle

2 – Riva destra e riva sinistra del Tevere in epoca romana e nell’alto medioevo

3 – Nel contado comunale di Perugia: il superamento delle divisioni del territorio

4 – La costruzione del ponte sul Tevere e la nascita della comunanza di Ponte Nuovo

5 – Le comunità della zona nel basso medioevo

 

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