Gaio Fratini. Il mio primo centenario (in prenotazione)

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  • Anno: 2021
  • Autore: Ponti Anton Carlo (a cura di)
  • Città: Foligno
  • EAN: 978 88 3124871 6
  • Editore: Il Formichiere
Categoria: Product ID: 10380

Descrizione

pp. 395; ill. b.n.

a cura di Anton Carlo Ponti

prefazione di Filippo Ceccarelli

Gaio Fratini manca da venti anni e, nell’anno in corso, centenario della nascita, riceve la riscoperta e il giusto riconoscimento della sua opera. Gaio è sì il principe degli epigrammisti, conosciuto per la sua satira pungente, spigolosa, erudita e sontuosa. Ma oltre a esercitare questo ruolo di mentore e di moralista, di iconoclasta, di fustigatore volto a rilevare e rivelare sconci etici e nature truffaldine dei connazionali – memore del suo indimenticato maestro Aldo Capitini – Gaio è soprattutto un poeta a tutto tondo. Lirico e romantico, perfino crepuscolare quando, intingendo la penna nell’inchiostro della nostalgia malinconica, dipingeva la propria terra, un’Umbria amata quanto ingrata dove tuttavia tornò e morì. Come la lettrice e il lettore si accorgeranno, questo libro è un atto risarcitorio di una vita fatta di arte e di generosa cultura, ma alla continua spasmodica ricerca di un ubi consistam, non di prebende o sinecura in equilibro fra dare e avere. Dopo la morte, il suo nome, la sua memoria sono scivolati – per usare una parola che da giocoliere linguistico e lessicale qual era lo mandava in giuggiole – nell’oblivione, rimanendo come una sorta di fantasma nella sovente bolsa repubblica delle lettere nostrane, afflitta da voti di scambio che compromettono i valori autentici. Gaio non aveva santi nel “paradiso altissimo e confuso”. E quando c’erano li metteva, orgogliosamente testardo, a dura prova. Lo spunto del libro, infine: due manciate di lettere e cartoline, caotiche e bellissime, spedite a due amici umbri che volevano un gran bene a lui e ad Arianna e testimoni della sua ‘rabbia’ e del suo commovente amore per l’Umbria. E alcune missive autobiografiche per caso ritrovate da Filippo Ceccarelli. Da qui questo tenero ricordo.

Gaio Fratini (Città della Pieve 1921 – Terni 1999) avvocato, poeta, giornalista della carta stampata e radiotelevisivo, documentarista, commediografo, soggettista e sceneggiatore di cinema: un autore umbro e italiano dal multiforme ingegno. Questo repertorio testimonia la sua umanità, la sua sterminata attività e – come atto di giustizia – si rimettono in ordine le sue carte sul tavolo da giuoco della storia della letteratura italiana del secondo Novecento.