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Galliano Crinella (a cura di), Bartolo da Sassoferrato e il Trattato sulle insegne e sugli stemmi

25,00 

Descrizione

Con l’edizione del De insigniis et armis a cura di Diego Quaglioni, traduzione di Attilio Turrioni

Per Dario Razzi

168x240mm, 153 pp., ill. bianco e nero e colori

Due aneddoti ovviamente hanno un fondo reale. Quando Bartolo scrive di un cavaliere teutonico che viene in Italia e vede un italiano che porta il suo stesso blasone, si tratta con grande probabilità di un episodio realmente accaduto. Ma poiché Bartolo nega che esistano strumenti legali che permettano al cavaliere di proibire tale pratica del doppio uso di uno stemma, è molto improbabile che troveremo mai in un archivio una documentazione di questo “caso concreto”. L’altro esempio pratico che Bartolo espone è quello dei famosi mulini di Fabriano, dove sono prodotte le migliori carte, e dei segni, cioè delle filigrane lì utilizzate. Bartolo vede il significato di queste filigrane nella qualità del luogo, in particolare nella buona acqua, ma anche nella destrezza dei lavoratori (bonitas operantis) rappresentata nella filigrana. Ma a parte questo valore intrinseco del segno, le filigrane sono anche utili per identificare l’appartenenza di ogni carta a una certa bottega di Fabriano, dopo il processo di essiccazione: «quodlibet folium carte suum habet signum propter quod significetur cuius edificii est carta». Con questa finalità del segno la filigrana avrebbe più somiglianza con i marchi a fuoco apposti alle vacche per distinguerle in una mandria. Bartolo indica questo marchio a fuoco come segno per identificare un animale nel suo Tractatus testimoniorum, concepito e redatto contemporaneamente al De insigniis et armis. I due esempi coprono ottimamente i due aspetti centrali del trattato: blasoni e marchi di fabbrica. Certamente Bartolo non avrebbe mai sognato che un giorno “Fabriano” sarebbe divenuto un marchio universale, che potrebbe essere venduto con l’impresa o che può essere preso in franchising. Col nome di Fabriano si vendono ora, lontano dal «castrum nobile» di Fabriano, anche tante altre cose soltanto in connessione con la carta, per esempio dell’eccellente occorrente per scrivere. Susanne Lepsius

Indice

Galliano Crinella
Premessa

Diego Quaglioni
Il De insigniis et armis di Bartolo e l’Epistola di Lorenzo Valla (1433)

Susanne Lepsius
Marchi di fabbrica e araldica come problemi giuridici nel pensiero di Bartolo da Sassoferrato

Ferdinando Mazzarella
Da Bartolo a Scialoja. Il De insigniis et armis oltre ogni confine

Franco Mariani
La filigrana, silenziosa testimone del tempo

Appendice
Bartolo da Sassoferrato
Il De insigniis et armis. Trattato sulle insegne e sugli stemmi
A cura di Diego Quaglioni, traduzione di Attilio Turrioni

Introduzione

Bartolus de Saxoferrato
De insigniis et armis
Testo latino

Barolo da Sassoferrato
Trattato sulle insegne e sugli stemmi
Traduzione italiana

Indice dei nomi

 

 

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