L’uccisione di Luigi Trastulli: Terni, 17 marzo 1949. La memoria e l’evento

9,00

  • Anno: 2021
  • Autore: Portelli Alessandro
  • Città: Foligno
  • Editore: Il Formichiere
  • EAN: 9788831248518
Categoria: Product ID: 10591

Descrizione

Il saggio di Portelli pone due temi di interesse permanente. Il primo è di carattere sociale e politico e riguarda il tema della città operaia e della fabbrica. Il secondo è di carattere metodologico e riguarda il ruolo e l’oggetto della storia orale, la sua capacità euristica che va ben oltre la produzione di fonti per gli storici, integrativa e minore rispetto al documento scritto.

Sul primo tema si è a lungo dibattuto nell’ultimo trentennio. Nel momento in cui la fabbrica è passata dalle Partecipazioni statali ai privati e poi definitivamente alla multinazionale tedesca TyssenKrupp è sembrato allentarsi il suo carattere di fabbrica della città, ma soprattutto il peso, la presenza sociale e politica dei lavoratori di fabbrica nel contesto urbano. La fabbrica produce il 40% della ricchezza della città e il 15% di quella dell’Umbria. Senza la fabbrica la città sarebbe costretta a una dolorosa transizione verso un futuro ignoto e forse meno “felice”, a una perdita di identità destinata a ripercuotersi sulla sua stessa coesione sociale.

La seconda questione per cui il saggio di Portelli merita di essere riproposto è legato all’evoluzione che hanno avuto nell’ultimo quarantennio le discipline storiche. Per lui il racconto non spiega un fatto, non è uno strumento di che ne descrive la dinamica e lo svolgimento, ma è esso stesso un fatto che consente di comprendere come i singoli e le comunità utilizzano la memoria. Da questo punto di vista L’uccisione di Luigi Trastulli: Terni, 17 marzo 1949. La memoria e l’evento è un testo fondante non solo per quello che riguarda la storia orale, ma anche per capire come i lavoratori di fabbrica hanno vissuto le vicende che li hanno coinvolti, i loro stati d’animo, emozioni, aspirazioni.

Per lo studioso «Più ancora dell’evento in quanto tale, il fatto storico rilevante qui è la memoria stessa», che diviene origine degli apparati simbolici che fondano l’identità culturale di un gruppo sociale, cosa questa del tutto diversa dalle interpretazioni ufficiali di “partito”, da mitologie ideologiche imposte dall’esterno.

In ciò consiste la sua attualità controcorrente che ne fa un testo unico la cui lettura e rilettura offre molteplici spunti di riflessione sul passato, ma anche e soprattutto sul presente. Riproporlo a quarant’anni dalla sua prima pubblicazione vuol essere un contributo alla comprensione di una realtà specifica e articolata come è quella di una città industriale e operaia uscendo dai topos che hanno imperversato negli anni passati che vanno dal teorema della fine della città-fabbrica alla stanca riproposizione della mitologia di una classe operaia che è profondamente cambiata e largamente non studiata. Insomma L’uccisione di Luigi Trastulli continua a essere un punto di partenza ed è questo un buon motivo per riproporlo ai lettori. (dalla Presentazione di Renato Covino)