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Norme redazionali

Testo

L’avvertenza principale è quella di consegnare il manoscritto, unitamente alla sua versione digitale aperta (perciò non il pdf), solamente quando è completo in ogni sua parte.

Usate font standard (il Times New Roman andrà bene, saremo noi a trasformarlo nei nostri font); i corpi: 14 per i titoli, 13 per i sottotitoli, 12 per il testo, 10 per le note, 9 per le didascalie.

Nella stesura del testo evitare per quanto possibile di sovrabbondare con le abbreviazioni ove sostituibili con espressioni discorsive.

Si deve lasciare una battuta dopo ogni segno d’interpunzione.

Nella stesura delle note si adottino i compendi di uso comune come cfr., v. (non cf., vd. e simili).

Gli esponenti delle note devono precedere, non seguire, il segno d’interpunzione, meno che nel caso di parentesi.

Ogni nota va conclusa dal punto.

 

 

 

Per la citazione di libri

 Le citazioni bibliografiche (in nota o nella bibliografia) vanno redatte come segue:

  • Nome e cognome dell’autore vanno per esteso, non con l’iniziale puntata del nome. Più autori vanno separati con la virgola. Nome e cognome del curatore, seguito dalla dicitura (a cura di) precede il titolo (tranne nel caso in cui il volume abbia già un autore).
  • Titolo dell’opera in corsivo.
  • Casa editrice, luogo di edizione vanno dopo il titolo, separati da virgola, mentre fra il luogo di edizione e la data non va la virgola. Dal nome della casa editrice può essere omessa l’indicazione “editore/editrice”. Qualora i luoghi di edizione e le case editrici siano più d’uno si citeranno nell’ordine del frontespizio le due coppie, separate da un punto e virgola.
  • Pagina/pagine, con l’abbreviazione p./pp. seguono l’anno di edizione, separate da virgola. Se non è utile un’indicazione puntuale può essere usata l’espressione “e sgg.” oppure passim, ma se tra quelle citate se ne vogliono evidenziare alcune allora si scriverà, ad esempio, pp. 33-42: 36);
  • Se di uno stesso autore si citano più titoli consecutivi, il secondo può essere preceduto da (Id., Ead, Iid.).
  • Quando un volume appartiene a una collezione scientifica ne va data notizia fra parentesi tonde, dopo l’anno di edizione, in tondo senza virgolette, con eventuale risparmio di ripetizioni. Francescanesimo e società cittadina: l’esempio di Perugia, Perugia, Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici nell’Università di Perugia, 1979 (Pubblicazioni del Centro…, 1).

Tullio Seppilli, Alberto Sorbini, Migrazioni e cultura alimentari, ISUC, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2002, p. 97.

Alfredo Pasquetti, Daniele Scopigno (a cura di), (a cura di), I Nicoletti-Rinaldi di Rieti e l’armadio della memoria. Un archivio e una storia d’impresa, Il Formichiere, Foligno 2023, pp. 77-78.

 

  • Se l’opera è in più volumi si indicherà, subito dopo il titolo, il numero dei volumi (voll.) seguito da v. e prima delle pagine il volume che si vuol citare, in numero romano, omettendo l’indicazione “vol.”.
  • Citando articoli di opere miscellanee, si pone il titolo della miscellanea in corsivo dopo il curatore, preceduto da “in”.

Claudia Minciotti Tsoukas, Dalla conquista francese alla Restaurazione, in Raffaele Rossi (a cura di), Storia illustrata delle città d’Italia. Perugia, 3 voll., Sellino, Milano 1993, II, p. 583.

 

 

  • Quando si ripete a distanza la citazione di un’opera si ripeterà solo il cognome dell’autore seguito dal titolo dell’opera abbreviato (in modo da renderlo comunque esaustivo, sicuramente senza sottotitolo, ma rendendolo comunque di senso compiuto), in corsivo, senza ricorrere all’indicazione “cit.”.

Pasquetti, Scopigno (a cura di), I Nicoletti-Rinaldi di Rieti, p. 20.

 

  • Quando la seconda citazione segue immediatamente la prima si userà in corsivo Ibidem (per esteso) se ci si riferisce a un periodo della stessa pagina, ma “ivi”, con indicazione della pagina, se ci si riferisce a pagina diversa.
  • In caso di cataloghi di mostre o di atti di convegni, ne va data indicazione. Per i convegni occorre specificare luogo e anno in cui si è tenuto il convegno.

Renato Causa, in IV Mostra di restauri, catalogo della mostra (Napoli 8-20 settembre 1960), Electa, Napoli 1960, pp. 33-38.

Luigi Tintori, Observations on frescoes in the Montefiore chapel at Assisi, in La pittura del XIV e del XV secolo. Il contributo dell’analisi tecnica alla storia dell’arte, Atti del XXIV Congresso internazionale di storia dell’arte (Bologna, 1-2 dicembre 1979), a cura di Hans van Os, Pendragon, Bologna 1983, pp. 175-179.

 

Per la citazione di articoli di riviste

 

Le citazioni di contributi pubblicati in riviste e periodici vanno redatte come segue:

  • Nome e cognome dell’autore vanno per esteso, non con l’iniziale puntata del nome. Più autori vanno separati con la virgola.
  • Titolo dell’articolo in corsivo.
  • Segue il titolo della rivista tra virgolette preceduto dall’indicazione “in”.
  • L’annata della rivista in numero romano seguita, tra parentesi tonde, dall’anno solare di pubblicazione, quindi dal numero arabo del fascicolo.
  • Infine la pagina o le pagine a cui si fa riferimento, con l’abbreviazione p./pp. Se non è utile un’indicazione puntuale può essere usata l’espressione “e sgg.” oppure passim.
  • L’indicazione “numero monografico” va posta tra virgole tra il numero della rivista e le pagine.

Paolo Bevilacqua, Emigrazione transoceanica e mutamenti dell’alimentazione contadina calabrese fra Otto e Novecento, in “Quaderni storici”, XLVII (1981), 3, p. 529.

 

  • Quando si ripete a distanza la citazione ci si comporterà come nelle citazioni bibliografiche

Bevilacqua, Emigrazione transoceanica, p. 528.

 

 

Citazione di documenti disponibili in rete

 

Le citazioni di documenti disponibili on line vanno redatte come segue:

  • Se disponibile, nome e cognome dell’autore per esteso, non con l’iniziale puntata del nome. Più autori vanno separati con la virgola.
  • Titolo dell’articolo in corsivo, preceduto da virgola.
  • Data di pubblicazione riportata nel documento (se disponibile), preceduta da virgola.
  • L’URL, completo (non la sola home page) della pagina che rende disponibile il documento, preceduto da virgola.
  • Data per esteso (giorno mese anno) di ultima consultazione del documento, tra parentesi tonde,

Samuel Daley-Harris, State of the microcredit summit campaign report 2006, 2006, http://www.microcreditsummit.org/pubs/reports/socr/2006/SOCR06.pdf (7 novembre 2007)

 

 

Se il documento citato è contenuto in una rivista on line alle informazioni previste per i contributi in rivista dovrà essere aggiunto l’URL e la data di ultima consultazione della pagina.

 

 

 

Per la citazione dei documenti d’archivio

 

Si porrà nell’ordine:

  • Il nome dell’archivio, in tondo e Alto/basso (no maiuscoletto, no tutto maiuscolo), il nome del fondo in corsivo, il nome della serie (se presente) in corsivo, quindi la segnatura, cioè il numero del fascicolo o del volume a cui ci si riferisce e quella della carta specificatamente citata (indicando il recto o verso con le abbreviazioni: r= recto; v= verso).

Archivio di Stato di Perugia, Archivio storico del Comune di Perugia, Amministrativo Periodo 1817-1859, b. 9, fasc. 8.

Archivio di Stato di Roma, Camerale secondo, reg. 17, c. 9r-v.

 

Nel caso di un’opera manoscritta (o di un’edizione non facilmente reperibile) alla consueta citazione deve seguire l’indicazione del luogo di conservazione e della segnatura.

Pietro Egidi, Historia della città di Assisi copiata da l’originale… l’anno 1786 (Assisi, Biblioteca comunale, Fondo moderno, 257), cc. 10r-12v.

 

  • Quando sia necessario citare più volte un medesimo archivio si opererà come segue:

nella prima citazione Archivio di Stato di Perugia (d’ora in poi AS PG), Archivio storico del Comune di Perugia (d’ora in poi ASCP)

nelle successive AS PG, ASCP

 

 

 

Per la citazione di brani di documenti o di opere a stampa

 

Le citazioni si porranno tra «caporali». Eventuali omissioni si indicheranno con tre punti fra parentesi quadre. Gli spazi bianchi nell’originale si rendono con parantesi quadre vuote, mentre eventuali integrazioni al testo vanno tra parentesi uncinate (< >).

Le citazioni eventualmente contenute nelle citazioni vanno tra “virgolette alte doppie” (le ‘virgolette alte singole’ vanno usate per enfatizzare un termine, o indicare ‘il cosiddetto’, un ‘modo di dire’).

Nel caso di lunghe citazioni, queste saranno rese a stampa con un corpo più piccolo e separate tramite un’interlinea bianca dal testo precedente e dal testo seguente.

 

 

 

Corsivo

 

Il corsivo serve a dare risalto anche grafico a un elemento del testo che si voglia in qualche modo differenziare ed evidenziare.

Vanno in corsivo, oltre ai titoli di libri, saggi e documenti, i termini latini e stranieri non di uso comune, nonché i titoli di opere letterarie, musicali, teatrali, cinematografiche, artistiche ecc.

 

 

 

Maiuscole

 

Si usa la maiuscola per:

  • I secoli (l’Ottocento, il Novecento).
  • Le età e i periodi storici, preistorici e geologici vanno indicati per esteso con iniziale maiuscola così come gli avvenimenti storici: il Secolo dei Lumi; il Medioevo; il Neolitico; il Giurassico; Rinascimento; Illuminismo; Rivoluzione francese; Risorgimento; Resistenza.
  • Le parole Stato (considerato come istituzione) e Chiesa (quando indichi la comunità dei fedeli); gli aggettivi specificanti vanno in minuscolo (Stato italiano; Chiesa cattolica), la parola Paese (nel senso di nazione).
  • Le parole Costituzione e Statuto, intese in senso specifico (la Costituzione italiana; lo Statuto albertino).
  • Le abbreviazioni dei punti cardinali (N, S, E, O) e i punti cardinali stessi se usati come sostantivo per indicare aree geografiche (il Sud dell’Italia; i Paesi dell’Est).
  • Gli aggettivi sostantivati che indicano aree geografiche (le colline del Perugino).
  • Gli appellativi santo/a quando indicano toponimi o sono nella denominazione di monumenti (San Giovanni Valdarno; la chiesa di San Filippo Neri).
  • L’iniziale di nomi di feste (festa dell’Anno nuovo), di date memorabili (Cinque giornate di Napoli) e di guerre (guerra dei Trent’anni; Seconda guerra mondiale, Grande guerra).
  • I trattati, le paci, alleanze (Pace di Versailles; Triplice alleanza; Convenzione di Ginevra), di conferenze e congressi (Conferenza internazionale del lavoro; Congresso di Vienna), di concili (Concilio di Efeso; Concilio Vaticano secondo).
  • I termini che costituiscono la denominazione ufficiale di organi militari; ordini religiosi; partiti politici; associazioni, istituti culturali, economici, politici, sportivi; sedi di attività di studio, ricerca, lavoro ecc. (Esercito Italiano; Marina Militare; Compagnia di Gesù; Partito Socialista Italiano; Università Cattolica del Sacro Cuore; Banca Nazionale dell’Agricoltura; Accademia dei Lincei, Gran Consiglio del Fascismo, Alta Corte di Giustizia, Comune di Perugia, Regione Umbria, Consiglio dei Ministri; Camera dei Deputati, Regno Italico, Stato Pontificio; Repubblica Federale Tedesca, Ministero degli Esteri, Ministero della Pubblica Istruzione, Assessorato ai Lavori Pubblici, Direzione Generale dell’Istruzione Universitaria, Soprintendenza ai Beni Ambientali e Storici, Provveditorato agli Studi di Perugia, Ente Autonomo per le Case Popolari, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato).
  • Le denominazioni ufficiali di associazioni, istituzioni ecc. straniere che non hanno equivalente in italiano vanno in tondo e mantengono l’uso delle maiuscole se presente nella lingua d’origine: Royal Society, British Museum, École Pratique des Hautes Études ecc.
  • Le denominazioni ufficiali di unità didattiche e di corsi universitari hanno l’iniziale maiuscola: l’Istituto di Patologia generale dell’Università di Torino, il corso di Filosofia teoretica.
  • Per i monumenti e gli edifici (Palazzo della Penna, palazzo Pitti, Villa Torlonia, Villa del Pischiello, Palazzo Ducale, Palazzo Comunale, Porta Pia).
  • I nomi di enti e istituzioni (culturali, scolastiche, associative, ecc.) vanno tra virgolette alte doppie: Teatro “Francesco Morlacchi”, Istituto Tecnico Industriale “Lorenzo Allievi”.
  • I gruppi etnici e i popoli antichi.

 

Chiesa (istituzione, comunità) chiesa (edificio)
Comune (istituzione) comune (suddivisione territoriale)
Nord, Sud ecc. (regione geografica) nord, sud ecc. (direzione, punto cardinale)
Occidente (regione geografica) occidente (direzione, punto cardinale)
Provincia (istituzione) provincia (suddivisione territoriale)
Regione (istituzione) regione (suddivisione territoriale)
Repubblica (istituzione) repubblica (forma di governo)
San Paolo (chiesa, festa, toponimo) san Paolo (persona)
Stato (istituzione) stato (condizione)

 

Non si scriva, in inizio di periodo, E’, ma È (con carattere “è” tutto maiuscolo); lo stesso per casi analoghi, ad esempio Ç.

 

 

Vie, piazze, palazzi ecc.

 

Nelle espressioni italiane, i termini “palazzo”, “piazza”, “quartiere”, “teatro”, “via” ecc. hanno sempre l’iniziale minuscola, a meno che non facciano parte integrante del nome proprio: piazza Trilussa, via Mazzini, il quartiere Testaccio

ma: Piazza Rossa, Palazzo Madama, Teatro alla Scala, Quartiere Latino

 

 

 

Minuscole

Si usa la minuscola per:

  • I movimenti e gli ordini religiosi, politici, filosofici, letterari e artistici e loro seguaci (giansenismo; nazismo; impressionismo; comunisti).
  • Le religioni e i loro seguaci (cristianesimo; cristiani); gli aderenti agli ordini religiosi (gesuiti; francescani) e le indicazioni toponomastiche (piazza San Pietro; quartiere di Elce; via Flaminia).
  • Cariche e qualifiche (papa, imperatore, re, presidente, ministro, dottore, ingegnere, commendatore, cavaliere, ecc.)
  • gli etnonimi anche quando sono usati come sostantivi (gli inglesi), a meno che non indichino la nazione.

 

 

Incisi e parentetiche

Per delimitare gli incisi o segnalare gli interventi didascalici nel discorso diretto vanno utilizzati i trattini medi (– ottenuto tenendo premuto il taso ALT mentre dal tastierino numerico si digita 0150), sempre preceduti e seguiti da uno spazio. L’eventuale virgola va attaccata al trattino di chiusura, senza alcuno spazio.

 

 

 

Numeri e date

  • I numeri possono essere espressi in lettere solo quando non siano connessi con unità di misura (Perugia sorge su cinque colli).
  • Per grandi cifre, in ambito discorsivo, si può usare un sistema misto (2 milioni), evitando però troppi passaggi fra lettere e cifre (non 2 milioni e 200.000, ma 2.200.000 o 2,2 milioni).
  • Si scrivono puntati i numeri arabi composti da 4 o più cifre (7.800; 10.450). Non va usata la punteggiatura per le segnature di biblioteche e archivi (Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10520).
  • I numeri frazionari inseriti nel testo vanno separati con una barretta trasversale (i 3/4 della popolazione).
  • Il simbolo di divisione decimale è la virgola (2,4).
  • I numeri delle pagine vanno sempre indicati con tutte le cifre (pp. 248-260 e non pp. 248-60).
  • Per gli ordinali di re e papi si usano numeri romani maiuscoli (Pio IX, Carlo V).
  • Le date vanno indicate con numero arabo, mese minuscolo, anno (20 settembre 1870).
  • Il numero 1 va accompagnato dall’esponente: il 1° luglio 1958 (non l’1 luglio 1958).
  • Un intervallo di tempo compreso tra due anni è indicato da un trattino senza spaziature (1914-1918).
  • Per indicare i secoli si usano i numeri romani (XIII secolo).
  • Quando i numeri arabi sono usati come ordinali si usa l’apice “o” per il maschile e “a” per il femminile: 3°; 4ª.
  • Per l’organigramma militare:

squadra                      arabo               (4ª squadra)

plotone                      romano           (II plotone)

compagnia                 arabo               (1ª compagnia)

battaglione                romano           (V battaglione)

reggimento                arabo               (7° reggimento)

brigata                       romano           (IV brigata)

divisione                   arabo               (5ª divisione)

corpo d’armata          romano           (VII corpo d’armata)

armata                       arabo               (8ª armata)

gruppo d’armata       romano           (III gruppo d’armata)

 

 

 

Didascalie e rimandi alle figure

I vari elementi (istituzione di appartenenza, segnatura, autore, titolo, etc.) sono separati tra loro da una virgola. Di seguito alcuni esempi:

1 – Sebastiano Conca, Immacolata e San Filippo Neri, Torino, oratorio di San Filippo, altare maggiore;

2 – Giovanni Antonio Bilivert (attr.), San Carlo Borromeo che prega il Crocifisso, Empoli (Firenze), collezione privata;

3 – Perugia, Duomo, veduta del transetto;

4 – Crocifisso, Perugia, oratorio di San Bernardino;

5 – Cassone nuziale, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria.

 

Se si intende riprodurre un particolare di un’opera, l’indicazione “particolare” va inserita alla fine della didascalia: 6 – Agostino Masucci, Immacolata Concezione, Gubbio, chiesa di San Benedetto, particolare.

 

Eventuali referenze fotografiche vanno tra parentesi tonde al termine della didascalia, esempio:

7 – Giovan Angelo e Tiburzio del Maino, Predella dell’Altare della Passione, Londra, Victoria and Albert Museum (V&A Images).

 

Quando necessario, per particolari esigenze del testo, si possono indicare in didascalia i materiali (olio su tela; tempera su tavola; matita nera su carta ecc.) e le misure in centimetri per i dipinti o le sculture (158×200 cm o 172 cm) e in millimetri per disegni e incisioni (205×300 mm).

 

Nel testo il rimando alle figure va indicato nel modo seguente: (fig. 1) nel caso di una figura unica; (figg. 3, 16, 20) nel caso di più figure non consecutive; (figg. 18-21) nel caso di più figure consecutive.

 

Le immagini devono essere fornite in formato .jpg o .tif (minimo 300 dpi) ed essere fornite su file a parte (mai all’interno del testo in Word).

 

 

 

Sigle

Quando si tratta di acronimo le sigle vanno scritte in caratteri tutti maiuscoli senza puntini fra una lettera e l’altra (ENEL, CGIL, RAI ecc.). Fanno eccezione le sigle che nell’uso comune hanno assunto il valore di sostantivo (per es. termini scientifici come laser, led, cd-rom, dvd ecc.; oppure una Fiat, intesa come un’automobile prodotta dall’industria FIAT).

  • Vanno in caratteri minuscoli, con l’iniziale maiuscola, le denominazioni di enti, società ecc. derivanti da una contrazione (Comit, Telecom, Ferderconsorzi, Confindustria ecc.).
  • La prima volta che una sigla appare in una voce essa deve essere sciolta tra parentesi con le lettere che formano l’acronimo maiuscole: CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano); OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries); successivamente verrà citata solo la sigla.
  • L’articolo posto davanti alle sigle, quando queste non siano leggibili come una parola unica ma siano pronunciate a lettere staccate, si riferisce alla pronuncia della prima lettera (la FAO; l’NGF).

 

 

 

Composti

Le parole che formano un nome composto vanno in genere separate da un trattino:

sala-stampa, linea Torino-Roma, la guerra franco-prussiana, il Nord-Est, la regione nordoccidentale

ma nei casi in cui il trattino sostituirebbe la congiunzione “e”, esso può essere soppresso:

condizioni socioeconomiche, capacità psicomotorie, gli angloamericani

 

Anche i termini che esprimono un rapporto reciproco vengono uniti da un trattino:

il rapporto madre-figlio

ma quando i termini del rapporto sono contrapposti o sostituibili o alternativi vanno separati dalla barra (/):

Nel caso di entrata/uscita dal posto di lavoro dopo/prima dell’orario prefissato

 

La preposizione latina ex non va unita al termine a cui si riferisce e non vuole il trattino:

ex ammiraglio ecc.

 

Vice, capo, anti, contro, neo, filo, pre, post e tutti i prefissi in generale fanno corpo unico con la parola che segue:

il vicepresidente, il caposettore, il movimento antiamericanista ecc.

 

Quando due o più prefissi si riferiscono allo stesso termine, il primo perde il trattino:

pre e postraffaelliti.

 

 

 

Nomi e termini geografici

I nomi geografici semplici e composti hanno in genere l’iniziale maiuscola. In quelli composti, il nome comune avrà però l’iniziale minuscola e il nome proprio l’iniziale maiuscola, a meno che il nome comune non sia diventato parte integrante del nome proprio: mar Mediterraneo, mar Nero, val di Non, isola delle Correnti

ma: Terra del Fuoco, Australia Occidentale, Fiume Giallo, Monte Bianco, Lago Maggiore, America

Latina, Serra Morena, Rio Grande, Medio Oriente

Hanno altresì l’iniziale maiuscola i termini geografici che indicano una particolare regione: nel Nord della regione (ma: va verso nord); i paesi dell’Est (ma: il Sole sorge a est); il Mezzogiorno

d’Italia; la cultura dell’Occidente.

I termini che indicano punti cardinali o direzioni hanno invece l’iniziale minuscola: A nord delle Alpi; La rotta fu volta a occidente.